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Patrimonio naturalistico da scoprire

La biodiversità delle specie vegetali e animali

Il Palù di Livenza, oltre che un sito palafitticolo di grande valore dal punto di vista archeologico, è un’area di grande interesse naturalistico.

Il Palù di Livenza, detto anche Palù della Santissima, prende il suo nome dall’area acquitrinosa a valle della sorgente della Livenza, sulle falde sud-orientali del Monte Piancavallo. Lo stato paludoso dell’area, compresa fra le risorgive del fiume e le marcite a valle, permette la dimora di molte specie vegetali igrofite e di un’avifauna tipicamente palustre.

La palude delle sorgenti del Livenza si è formata in una depressione naturale strutturale, delimitata ad est dall’altura del Col Longone, ad ovest dalle pendici dell’altipiano del Cansiglio e sbarrata a nord dalle ghiaie trasportate dal torrente Gorgazzo, affluente dello stesso Livenza. Alla base del massiccio carsico del Cansiglio/Cavallo, dal quale derivano, sono allineate su una fascia di 5 km, le tre sorgenti perenni del Livenza: Gorgazzo (a NE), Santissima (in comune di Polcenigo – portata media 6 m3/sec) e Molinetto (in quello di Caneva: portata media 2 m3/sec). Sede d’un bacino d’acqua con altezze oscillanti sin dai tempi preistorici, venne sottoposto negli ultimi due secoli a vari lavori di bonifica ed interventi idraulici (scavo di scoline, canali di sgrondo, costruzione di un canale artificiale che attraversa in galleria il Col Longone per l’alimentazione d’una centrale elettrica) che alterarono parzialmente l’ambiente umido naturale. Nonostante l’introduzione dei queste alterazioni, vi si conserva un deposito stratificato di straordinaria importanza sia per l’archeologia preistorica, che lo studio della trasformazione dell’ambiente negli ultimi 15.000 anni.

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